...Stamattina mi sento molto bene, sono allegra e sento gli uccellini che mi cinguettano attorno :).......Non so se sia giusto o naturale attribuire un genere ad un capo di abbigliamento, ma secondo voi, in una donna, la gonna è più femminile dei pantaloni ?...
Mi piace questo argomento, Giovanna ! Ed allora mi permetto di porgerti il mio pensiero in merito...
Sono fermamente convinto che una donna piace sopratutto per quanto riesce a "comunicare" di se con i gesti, con gli sguardi, con le parole...
Ho avuto modo di incontrare nella mia vita donne in abito da sera che non riuscivano a "comunicare" neanche la loro presenza, di contro, donne che, in pantaloni da lavoro (magari mentre davano il bianco ad un tavolino da giardino) "saettavano" la loro femminilità ed il loro fascino tutt'intorno a se....
Donne under30 impegnatissime ad ostentare un fondoschiena in una gonna incollata alla pelle ma che "ridicolmente inciampavano" nel primo tombino e donne overanta (over xx) strabiliantemente affascinanti sotto una mantella di panno in un jenas sdrucito (come si portano oggi).
Chi può resistere ad un sorriso "intelligente" in scarpe da ginnastica ? Chi ad un fisico celato in un "tubino" tintaunita che ondeggia con disinvoltura ed eleganza ?
Spero proprio che siano sempre meno gli uomini che si fanno condizionare da una gonna o da un paio di pantaloni !
venerdì 25 aprile 2014
il lavoro
Il Lavoro è quell’attività personale, fisica o intellettuale, necessaria a ciascun individuo per sentirsi parte di una collettività (e quindi utile ad essa) e per poter procurarsi i messi di sostentamento necessari ad una vita presente e futura decorosa per se e per la propria famiglia.
Gusti e profumi
… personalmente ritengo che la
“Cucina Italiana”, quella preparata e gustata in quelle case nelle quali ci sia
ancora una “mamma” di più di 60 anni che vi si dedica con religiosa
venerazione, sia un enorme patrimonio del nostro Paese.
E’ il “Made in Italy” delle
famiglie che si impegnano con tutte le forze a conservare un pezzo del nostro Enorme
Patrimonio Nazionale.
E non entro nei dettagli perché
molti miei coetanei (sono del ’50), se non hanno più in vita la propria mamma e
se le loro mogli non hanno fatto propria quella cultura, certo hanno ricordi
vivissimi di gusti e profumi indimenticabili che, spesso, scandivano il
trascorrere dei giorni delle settimane e le ricorrenze anche quelle “private”
di ciascuna famiglia, caratterizzandoli di specifici profumi e gusti.
Pari merito ho attribuito, per
molto tempo, alla “cucina” fatta dai ristoratori italiani.
Quando il nostro era un Paese da
visitare, da scoprire, da ammirare e da “gustare”; quando la smania del
“guadagno” ad ogni costo non aveva ancora assatanato anche i nostri
“ristoratori”, in quasi tutti i Ristoranti Italiani si mangiava “bene” ! Si
rispettavano i profumi ed i sapori che la nostra Terra e la nostra Cultura
avevano portato anche nell’arte del far da mangiare.
Poi è accaduto tutto ciò che è
accaduto ! I tempi mutano e, purtroppo, non avvengono solo mutamenti “in
progress” (in meglio) ma anche “in regress” (in peggio) !
Ho frequentato molti ristoranti,
trattorie e pizzerie sia per diletto che durante viaggi di lavoro e, mentre
riconosco che alcune specialità Italiane hanno conquistato spazi “degni” anche
fuori della propria regione di origine (vedasi la “Pizza” che oggi si può
gustare di buona fattura e qualità anche fuori dalla Campania) ho dovuto
constatare che in troppi casi, i gusti ed i profumi della cucina Italiana, in
troppi ristoranti, non sanno più cosa siano !
E’ accaduto un po’ ciò che è
accaduto con la “colazione mattutina” (altro vanto della cultura alimentare
Italiana !) che, perdendo le sue specificità è diventata “continentale” (come
si dice oggi per fare i fini). Cioè, per provare a portare su tutti i palati del
mondo alcuni sapori senza “correre il rischio” di “non piacere”, li si è
“appiattiti”, “resi anonimi”, “standardizzati” ! Così tutti possono ordinare e
mangiare di tutto ! E di “nulla” come dico io ! E si, perché se ad una pietanza
togli ciò che la caratterizza spiccatamente, sapore e profumo, le hai lasciato
solo proteine, carboidrati, zuccheri, grassi, ecc…roba chimica e non “poesia” !
Quella “poesia” che, per esempio, fa del basilico, della mozzarella e dell’olio
extravergine sulla pizza, una cosa unica al mondo. Alla faccia di quella
pizzaiola che, a Torino, anni fa, mi disse che non metteva il basilico e l’olio
extravergine sulle pizze “perché non
piace ai nostri clienti”. Ma chi sono questi così detti clienti ignoranti ?
L’ultima accadutami mi ha…….(come
ha giustamente commentato mia moglie) mi ha “rattristato”.
Giorni or sono mi trovavo in una
località “conosciuta” della costiera Ligure e, a cena, avevamo deciso di
provare un altro ristorante ben criticato sul sito internet “Trip Advisor”.
Località di mare, io Partenopeo
fervente amante del pesce, mia moglie, in casa, non cucina il pesce che
“detesta” cordialmente, due più due…ho ordinato subito un antipasto di mare…….
Il piatto era molto grande, i pesci, i
molluschi, ed il resto, erano disposti in una piacevole ma comune coreografia,
ma la sorpresa, la “tristezza” è sopraggiunta quando, messi in bocca, a turno,
i vari “assaggi” di pesce….il mio palato non mi ha restituito alcun sapore,
alcun gusto, alcun profumo….”Gesù !”
Mi sono detto, “ma che roba è ?”…neanche
un “cattivo” sapore ! Nulla, il nulla più assoluto ! Solo la salsina tartara
nella quale erano avviluppati i pochi gamberetti sgusciati (se erano tali,
vista l’assenza di sapore) solo la salsina tartara, dicevo, aveva un suo
approssimativo sapore…
Ma io non mi arrendo !
Dovevo fare un’altra prova ! E
così ho ordinato una porzione di cozze alla marinara…….
Anche qui piatto capiente ben
riempito di “muscoli” (come si chiamano le cozze in Liguria). Prendo con le due
dita una cozza, ne divarico le valve per inforchettare il contenuto e porto il
tutto in bocca…..rifletto, mastico, de-gusto….poi un’altra cozza….ed un’altra
ancora….Nulla ! Il nulla più assoluto ! Neanche le cozze, le cozze dico ! Avevano
gusto ! Oltre ad avere un contenuto molto piccolo, il guscio non era neanche
stato scrostato delle caratteristiche incrostazioni ma, soprattutto, non
avevano alcun sapore !
Ecco Amici miei ! Questo non può,
non deve accadere altrimenti, nella migliore delle ipotesi i turisti della
prossima generazione, in Italia, mangeranno plastica ed andranno a dire in giro
che in Italia si mangia come in Cina…………..(senza offesa per la Cina,
naturalmente !)
cara Mamma
Cara mamma
Stamattina mi sono svegliato prestissimo, erano le 4,00 passate da poco e, come tu sai, la mia mente correva da un capo all’altro dei miei pensieri di oggi, di ieri, di sempre, di domani…
Ho giocherellato un po’ col pc provando a vedere se qualche nuova notizia fosse stata pubblicata in merito alle votazioni per i presidenti della Camera e del Senato; visto che nulla era cambiato da ieri sera, ho spento il pc e sono stato un po’ sul divano ad occhi chiusi poi sono tornato a letto…..
Stamattina fa freddo come i metereologi hanno pronosticato, ma il celo mi sembra pulito e, dopo un po’, ho visto spuntare il sole.
Giornata d’inverno fredda e soleggiata, un classico !
Ho cincischiato per un po’ in pigiama, si è svegliata anche Rosanna e, dopo aver mangiato con lei una fetta biscottata con la marmellata, mi sono vestito e sono uscito per andare a comprare del pesce come faccio spesso il sabato mattina.
Sai mamma, ho preso a comprarmelo, cucinarmelo e gustarmelo il più spesso possibile perché è una delle cose belle della mia vita che di queste non ne ha e non ne ha avute molte.
Comprato il pesce ho messo la busta in macchina e, come guidato da una mano invisibile, sono andato in piazza ed ho parcheggiato.
La libreria 55 era davanti a me ed io mi dicevo che mi avrebbe fatto comodo un libro nuovo da comprare e leggere in viaggio, domani, mentre andiamo al sud Rosanna ed io….
Sono entrato e la titolare, ragazza improbabile, intelligente, sorridente e simpatica, mi ha salutato ed io, dopo qualche parola di convenevoli (perché le scambiamo spesso quando vado a comprare libri) le ho chiesto di suggerirmi un libro da comprare per il viaggio.
Ha creduto che volessi uno dei libri “impegnati” che leggo in questi ultimi tempi ma le ho detto che questa volta non era così, volevo qualcosa per distrarmi e non impegnarmi come con il libro di S. Rodotà che non riesco a finire di leggere.
Mi ha portato un libro, due libri, tre libri, quattro libri, un romanzo, un giallo, un saggio ed un libro con una bellissima faccia di un bimbo lentigginoso e scugnizzo in copertina “Piacere, io sono Grauss” questo è il titolo ! L’ho scelto subito, quel ragazzino furbetto in copertina mi ha conquistato.
Alla giovane titolare ho parlato di Rodari e le ho detto che deve, anche lei, leggere libro di favole che ho letto e, mentre glie ne parlavo, mi ha spalmato sul bancone una decina di libricini di Rodari……Uno faceva capolino tra gli altri “ Grammatica della Fantasia”…già il titolo mi ha acchiappato e……..l’ho messo da parte sulla faccia del bimbo sbarazzino.
Mentre parlavamo ancora di Rodari ho voltato lo sguardo e…..proprio davanti ai miei occhi, sullo scaffale ad altezza vista, “Io vi Maledico” di ….. di…..di…..Concita, Concita De Gregorio quella giornalista “palluta” (a mio avviso) che si dice abbia lasciato spontaneamente la direzione dell’Unità perché non le piaceva stare in quella “casta” di gentaglia che svolazza nei luoghi del “potere”…..
La scorsa settimana avevo sentito della Concita alla radio e mi era già venuta la voglia di leggere qualcosa di suo ma poi avevo lasciato perdere e allora ?……….vedi ? Mi ha aspettato e mi ha “chiamato” come dico io, dallo scaffale della libreria 55 di Piossasco.
Ma io ho anche un altro pezzetto di cuore lettore legato al mio Camilleri e, mentre la giovane mammina libraia mi scrutava lo sguardo, le ho chiesto “ce l’ha l’ultimo di Camilleri. Certo che si !
Detto fatto ! “La rivoluzione della luna” , piccolo, foderina rigorosamente blu scuro della Sellerio, si è posato in cima alla piccola pila di libri che ho scelto, che mi hanno scelto, in questa fredda, assolata giornata di metà marzo.
Lo so, mamma, lo so ! Lo so che saresti stata felice se fossi entrata con me nella libreria 55 di Piossasco ! Ti ricordi quando, ragazzo, non c’era verso di farmi leggere un opuscolo qualsiasi, figuriamoci un libro !
Oggi tuo figlio ha in casa più di 700 libri e più invecchia e più diventa assetato di conoscere, di leggere, di sapere……perdonami mamma se non ti ho fatta felice quando avrei potuto !
Stamattina mi sono svegliato prestissimo, erano le 4,00 passate da poco e, come tu sai, la mia mente correva da un capo all’altro dei miei pensieri di oggi, di ieri, di sempre, di domani…
Ho giocherellato un po’ col pc provando a vedere se qualche nuova notizia fosse stata pubblicata in merito alle votazioni per i presidenti della Camera e del Senato; visto che nulla era cambiato da ieri sera, ho spento il pc e sono stato un po’ sul divano ad occhi chiusi poi sono tornato a letto…..
Stamattina fa freddo come i metereologi hanno pronosticato, ma il celo mi sembra pulito e, dopo un po’, ho visto spuntare il sole.
Giornata d’inverno fredda e soleggiata, un classico !
Ho cincischiato per un po’ in pigiama, si è svegliata anche Rosanna e, dopo aver mangiato con lei una fetta biscottata con la marmellata, mi sono vestito e sono uscito per andare a comprare del pesce come faccio spesso il sabato mattina.
Sai mamma, ho preso a comprarmelo, cucinarmelo e gustarmelo il più spesso possibile perché è una delle cose belle della mia vita che di queste non ne ha e non ne ha avute molte.
Comprato il pesce ho messo la busta in macchina e, come guidato da una mano invisibile, sono andato in piazza ed ho parcheggiato.
La libreria 55 era davanti a me ed io mi dicevo che mi avrebbe fatto comodo un libro nuovo da comprare e leggere in viaggio, domani, mentre andiamo al sud Rosanna ed io….
Sono entrato e la titolare, ragazza improbabile, intelligente, sorridente e simpatica, mi ha salutato ed io, dopo qualche parola di convenevoli (perché le scambiamo spesso quando vado a comprare libri) le ho chiesto di suggerirmi un libro da comprare per il viaggio.
Ha creduto che volessi uno dei libri “impegnati” che leggo in questi ultimi tempi ma le ho detto che questa volta non era così, volevo qualcosa per distrarmi e non impegnarmi come con il libro di S. Rodotà che non riesco a finire di leggere.
Mi ha portato un libro, due libri, tre libri, quattro libri, un romanzo, un giallo, un saggio ed un libro con una bellissima faccia di un bimbo lentigginoso e scugnizzo in copertina “Piacere, io sono Grauss” questo è il titolo ! L’ho scelto subito, quel ragazzino furbetto in copertina mi ha conquistato.
Alla giovane titolare ho parlato di Rodari e le ho detto che deve, anche lei, leggere libro di favole che ho letto e, mentre glie ne parlavo, mi ha spalmato sul bancone una decina di libricini di Rodari……Uno faceva capolino tra gli altri “ Grammatica della Fantasia”…già il titolo mi ha acchiappato e……..l’ho messo da parte sulla faccia del bimbo sbarazzino.
Mentre parlavamo ancora di Rodari ho voltato lo sguardo e…..proprio davanti ai miei occhi, sullo scaffale ad altezza vista, “Io vi Maledico” di ….. di…..di…..Concita, Concita De Gregorio quella giornalista “palluta” (a mio avviso) che si dice abbia lasciato spontaneamente la direzione dell’Unità perché non le piaceva stare in quella “casta” di gentaglia che svolazza nei luoghi del “potere”…..
La scorsa settimana avevo sentito della Concita alla radio e mi era già venuta la voglia di leggere qualcosa di suo ma poi avevo lasciato perdere e allora ?……….vedi ? Mi ha aspettato e mi ha “chiamato” come dico io, dallo scaffale della libreria 55 di Piossasco.
Ma io ho anche un altro pezzetto di cuore lettore legato al mio Camilleri e, mentre la giovane mammina libraia mi scrutava lo sguardo, le ho chiesto “ce l’ha l’ultimo di Camilleri. Certo che si !
Detto fatto ! “La rivoluzione della luna” , piccolo, foderina rigorosamente blu scuro della Sellerio, si è posato in cima alla piccola pila di libri che ho scelto, che mi hanno scelto, in questa fredda, assolata giornata di metà marzo.
Lo so, mamma, lo so ! Lo so che saresti stata felice se fossi entrata con me nella libreria 55 di Piossasco ! Ti ricordi quando, ragazzo, non c’era verso di farmi leggere un opuscolo qualsiasi, figuriamoci un libro !
Oggi tuo figlio ha in casa più di 700 libri e più invecchia e più diventa assetato di conoscere, di leggere, di sapere……perdonami mamma se non ti ho fatta felice quando avrei potuto !
mercoledì 15 agosto 2012
La Pizza
Come la maggioranza dei Partenopei, sono un "adoratore" della Pizza (con la "P" maiuscola).
Nel 1974 ( avevo solo 24 anni ! ) lasciai Napoli per stabilirmi in Piemonte e, poichè tutti i miei nuovi conoscenti sapevano della mia "napoletanità", iniziò subito una gara a chi mi portava a mangiare la "migliore" pizza napoletana di Torino.....
Non vi racconto quante ne ho mangiate di quelle "pizze"........e non ve ne commento neanche il gusto, la consistenza, la preparazione, gli ingredienti, la cottura e così, dopo qualche anno, ci ho fatto anch'io l'abitudine, non dimenticando MAI il profumo, il gusto e la poesia della pizza mangiata a Napoli....
Naturalmente riconosco il sacrosanto diritto di chiunque di mangiare ciò che vuole e che gli piace di più ma...ma...l'importante è chiamare le cose con il loro nome e quelle.......di "Pizza" non avevano neanche una lontana discendenza.
Una volta, una giovane ragazza neoassunta nella azienda nella quale lavoravo anche io, figlia di genitori Partenopei (se ricordo bene !), volle farmi saggiare una "ottima" pizza e mi accompagnò in un locale dove una corpulenta "pizzaiola" ci servì ....
Prima di andar via chiesi alla "pizzaiola" del perchè non avevo trovato traccia nè di basilico nè di olio d'oliva sulla.......pizza......che avevo mangiato e la sua risposta fu che "ai piemontesi non piace la pizza col basilico e l'olio extra vergine a crudo"....
Capii che non c'era storia ! E che la Pizza a Torino non sarebbe mai potuta arrivare !
Mi sbagliavo !
Oggi, 15 agosto 2012, a Torino (e provincia) c'è un pullulare di pizzerie gestite da "partenopei" che cominciano a produrre La Pizza secondo quel "sacrosanto" disciplinare che è stato formalizzato (viva Dio !) proprio per proteggere un così meraviglioso prodotto della cultura alimentare italiana.
Ed io continuo ad andare a mangiare la pizza e, tutte le volte che mi indicano una nuova pizzeria "...dove fanno la Vera pizza napoletana..." vado, ordino rigorosamente o una "Margherita" o una "Napoli" (le uniche pizze che, a mio avviso, ti danno l'esatta qualità del prodotto) e ci provo.....
.......però......però.....non ci siamo ancora !
Decisamente migliorano gli impasti, le farciture sono diventate di ottima qualità, la cottura oggi è fatta rigorosamente nel forno a legna, gli ingredienti sembrano esserci tutti, ma.......ma non cè ancora............ "il profumo" !
Hei ragazzi, non prendiamoci in giro ! Il "profumo" è una componente fondamentale del gustare una buona pizza !
Ma non sarà mica che La Pizza non vuole essere più espatriata ? Sarà !
Il fatto è che, tutte le volte che vado a mangiare la pizza, mi impongo di non avere "aspettative" particolari e, invece, puntualmente, mi viene di riflettere su che cosa non va della pizza che ho appena mangiato !
Il prossimo passo, quando sentirò "anche" il profumo della pizza che mi serviranno, sarà quello di prenderla con le dita e piegarla prima in due poi in quattro ed addentarla con voluttà......e se il test della pizza a "libretto" sarà superato, allora vorrà dire che anche in Piemonte la Pizza avrà trovato la sua cittadinanza........
P.S.
Quando, anni fa, mi resi conto che, pur essendo Napoletano, non sapevo fare la pizza, andai subito a frequentare un corso per pizzaioli...........e mi divertii un mondo !
Nel 1974 ( avevo solo 24 anni ! ) lasciai Napoli per stabilirmi in Piemonte e, poichè tutti i miei nuovi conoscenti sapevano della mia "napoletanità", iniziò subito una gara a chi mi portava a mangiare la "migliore" pizza napoletana di Torino.....
Non vi racconto quante ne ho mangiate di quelle "pizze"........e non ve ne commento neanche il gusto, la consistenza, la preparazione, gli ingredienti, la cottura e così, dopo qualche anno, ci ho fatto anch'io l'abitudine, non dimenticando MAI il profumo, il gusto e la poesia della pizza mangiata a Napoli....
Naturalmente riconosco il sacrosanto diritto di chiunque di mangiare ciò che vuole e che gli piace di più ma...ma...l'importante è chiamare le cose con il loro nome e quelle.......di "Pizza" non avevano neanche una lontana discendenza.
Una volta, una giovane ragazza neoassunta nella azienda nella quale lavoravo anche io, figlia di genitori Partenopei (se ricordo bene !), volle farmi saggiare una "ottima" pizza e mi accompagnò in un locale dove una corpulenta "pizzaiola" ci servì ....
Prima di andar via chiesi alla "pizzaiola" del perchè non avevo trovato traccia nè di basilico nè di olio d'oliva sulla.......pizza......che avevo mangiato e la sua risposta fu che "ai piemontesi non piace la pizza col basilico e l'olio extra vergine a crudo"....
Capii che non c'era storia ! E che la Pizza a Torino non sarebbe mai potuta arrivare !
Mi sbagliavo !
Oggi, 15 agosto 2012, a Torino (e provincia) c'è un pullulare di pizzerie gestite da "partenopei" che cominciano a produrre La Pizza secondo quel "sacrosanto" disciplinare che è stato formalizzato (viva Dio !) proprio per proteggere un così meraviglioso prodotto della cultura alimentare italiana.
Ed io continuo ad andare a mangiare la pizza e, tutte le volte che mi indicano una nuova pizzeria "...dove fanno la Vera pizza napoletana..." vado, ordino rigorosamente o una "Margherita" o una "Napoli" (le uniche pizze che, a mio avviso, ti danno l'esatta qualità del prodotto) e ci provo.....
.......però......però.....non ci siamo ancora !
Decisamente migliorano gli impasti, le farciture sono diventate di ottima qualità, la cottura oggi è fatta rigorosamente nel forno a legna, gli ingredienti sembrano esserci tutti, ma.......ma non cè ancora............ "il profumo" !
Hei ragazzi, non prendiamoci in giro ! Il "profumo" è una componente fondamentale del gustare una buona pizza !
Ma non sarà mica che La Pizza non vuole essere più espatriata ? Sarà !
Il fatto è che, tutte le volte che vado a mangiare la pizza, mi impongo di non avere "aspettative" particolari e, invece, puntualmente, mi viene di riflettere su che cosa non va della pizza che ho appena mangiato !
Il prossimo passo, quando sentirò "anche" il profumo della pizza che mi serviranno, sarà quello di prenderla con le dita e piegarla prima in due poi in quattro ed addentarla con voluttà......e se il test della pizza a "libretto" sarà superato, allora vorrà dire che anche in Piemonte la Pizza avrà trovato la sua cittadinanza........
P.S.
Quando, anni fa, mi resi conto che, pur essendo Napoletano, non sapevo fare la pizza, andai subito a frequentare un corso per pizzaioli...........e mi divertii un mondo !
mercoledì 18 novembre 2009
Mandulinata a Napule
E. Murolo - Tagliaferri
A Napoli, sopra Posillipo, c'è una piazza con una Chiesa e da questa piazza si gode uno spettacolo meraviglioso perché si vede tutto il golfo e di fronte c'è il Vesuvio.
E' la terrazza dalla quale, per chi ha visto qualche cartolina tempo fa, veniva fuori quel pino marittimo del quale si facevano le foto di tutte le cartoline. Ecco io spero di portarVi in quella piazza verso le dieci e mezza di sera dopo cena, in una sera di luglio……………
Mauro Cancian Sabato 7 luglio 2001
pe' dí "te voglio bene" a chi mme sente.
Ma d''e pparole cchiù carnale e doce,
ne sceglio sulo tre: "Te voglio bene..."
Bella, 'int''o core tujo sacc'io chi tiene...
chi sta int''o core mio saje pure tu...
P''o mare 'e Napule quant'armunia!
Saglie 'ncielo e, 'ncielo, sentono,
tutt''e stelle, 'a voce mia:voce, ca tènnera,
st'ammore fa.
Notte d'está! Se só' addurmute 'e ccase...
e 'o cielo, a mare, nu scenario ha stiso!
Staje 'mbracci'a me, 'nnucente só' sti vase...
Bella, stanotte, te só' frato e sposo...
Stanotte, Ammore e Dio, sóngo una cosa...
Canta: e da 'o suonno Napule se sceta...
ridono 'e vvocche ca se só' vasate...
tutt''e suspire 'e tutt''e 'nnammurate,
suspirano, stanotte, attuorno a te...
P''o mare 'e Napule quant'armunia!
Saglie 'ncielo e, 'ncielo, sentono,
tutt''e stelle, 'a voce mia:voce, ca tènnera,
st'ammore fa.
P''o mare 'e Napule………………….
Saglie 'ncielo e, 'ncielo, sentono,
tutt''e stelle, 'a voce mia:voce, ca tènnera,
st'ammore fa.………………………….
A Napoli, sopra Posillipo, c'è una piazza con una Chiesa e da questa piazza si gode uno spettacolo meraviglioso perché si vede tutto il golfo e di fronte c'è il Vesuvio.
E' la terrazza dalla quale, per chi ha visto qualche cartolina tempo fa, veniva fuori quel pino marittimo del quale si facevano le foto di tutte le cartoline. Ecco io spero di portarVi in quella piazza verso le dieci e mezza di sera dopo cena, in una sera di luglio……………
Mauro Cancian Sabato 7 luglio 2001
……………..
Sera d'está ! Pusilleco lucente
canta canzone e addora d'erba 'e mare...
Voglio 'e pparole cchiù d'ammore ardente,
pe' dí "te voglio bene" a chi mme sente.
Ma d''e pparole cchiù carnale e doce,
ne sceglio sulo tre: "Te voglio bene..."
Bella, 'int''o core tujo sacc'io chi tiene...
chi sta int''o core mio saje pure tu...
P''o mare 'e Napule quant'armunia!
Saglie 'ncielo e, 'ncielo, sentono,
tutt''e stelle, 'a voce mia:voce, ca tènnera,
st'ammore fa.
Notte d'está! Se só' addurmute 'e ccase...
e 'o cielo, a mare, nu scenario ha stiso!
Staje 'mbracci'a me, 'nnucente só' sti vase...
Bella, stanotte, te só' frato e sposo...
Stanotte, Ammore e Dio, sóngo una cosa...
Canta: e da 'o suonno Napule se sceta...
ridono 'e vvocche ca se só' vasate...
tutt''e suspire 'e tutt''e 'nnammurate,
suspirano, stanotte, attuorno a te...
P''o mare 'e Napule quant'armunia!
Saglie 'ncielo e, 'ncielo, sentono,
tutt''e stelle, 'a voce mia:voce, ca tènnera,
st'ammore fa.
P''o mare 'e Napule………………….
Saglie 'ncielo e, 'ncielo, sentono,
tutt''e stelle, 'a voce mia:voce, ca tènnera,
st'ammore fa.………………………….
venerdì 24 ottobre 2008
"fattell cu chi è megli 'e te e fanc' e spese"
Sono stato “uno scugnizzo” partenopeo perché, nonostante mia madre facesse di tutto per mantenermi “sulla retta via” a me piaceva confrontarmi nella strada, con quelli che facevano i prepotenti, i trasgressori.
Allora mia madre era solita dirmi “fattell cu chi è megli’e te e fance’e spese” (frequenta chi è migliore di te e sii disposto a “pagare” per starci insieme) perché solo così si “migliora”.
Mia madre (figlia di una insegnante di scuola elementare) aveva trascorso la sua adolescenza in collegio (come soleva un tempo per i figli di famiglie indigenti) ed in collegio aveva appreso, insieme alla “economia domestica”, alla “educazione civica”, al ricamo, a far di conto ed a scrivere e parlare in perfetto italiano, aveva appreso, dicevo, che per crescere, “elevarsi” culturalmente e spiritualmente, era necessario frequentare con impegno e partecipazione quegli ambienti nei quali le persone avevano amore per i valori per la conoscenza e la cultura.
Ambienti nei quali ciascuno aveva deciso quale posizione andare ad occupare nella vita e ci si impegnava nel proprio e nell’altrui interesse.
Ambienti nei quali il profondo rispetto per l’altro non era mai suddito del rispetto per se stessi.
Difatti, nella mia vita da bimbo, prima e da adolescente poi, mia madre mi ha permesso di avere il grande onore di incontrare persone stupende per stile, valori e cultura che mi hanno lasciato un segno profondo.
Nella mia vita da adulto mi è stato possibile “riconoscere” le persone di valore e mi è stato concesso di avvicinarle senza alcun timore, godendo del loro sapere e del loro essere mentre, invece, ho provato disagio incontrando persone diverse, persone che di valori e di conoscenza hanno fatto solo strumenti per “vendere” una immagine falsa di se stessi.
Anche questo devo a mia madre, al suo modo di essere, all’impegno che lei ha messo nella sua vita ed in quella per la sua famiglia.
Oggi mio figlio mi chiede come si fa per “migliorarsi” che è già una domanda “strana” per un 22enne del 2008 ! Epoca di dissolutezze, di trasgressioni insulse, di eccessi immotivati, di tutto facile e niente importante, di droghe, di alcool.
E poi lui mi chiede come si fa, in un mondo nel quale bisogna difendersi da tutti quelli che ti sono intorno che cercano di fregarti ?
Allora ripeto a mio figlio le parole di mia madre: “fattell cu chi è megli’e te e fanc’e spese”
Che vuol dire innanzi tutto che esistono persone delle quali ci si può fidare, ma che sono diventate meno e che non sono certo “ciondoloni” per le strade e nei bar o nelle piazze affollate nelle notti delle città.
Bisogna cambiare, andare a cercare quegli ambienti, quei gruppi, quei contesti sociali nei quali le persone professano e nutrono valori, conoscenza, cultura, rispetto ed interesse per se stessi e tutto ciò che li può elevare moralmente ed intellettualmente.
Quegli ambienti nei quali la “verità” è sempre frutto di informazione, di studio e di ragionamento.
Quegli ambienti nei quali sei accolto per ciò che sei e per quanto vuoi crescere per diventare.
Quegli ambienti nei quali parlare di “ricchezza” non vuol mai dire parlare di danaro.
Naturalmente in questi ambienti ci si può stare a proprio agio solo se si “guarda avanti” e ci si evolve studiando ed impegnandosi personalmente e socialmente.
Questo mi diceva mia madre, questo dico a mio figlio molto, molto più convinto, forse, di quanto non fosse mia madre……………….
Allora mia madre era solita dirmi “fattell cu chi è megli’e te e fance’e spese” (frequenta chi è migliore di te e sii disposto a “pagare” per starci insieme) perché solo così si “migliora”.
Mia madre (figlia di una insegnante di scuola elementare) aveva trascorso la sua adolescenza in collegio (come soleva un tempo per i figli di famiglie indigenti) ed in collegio aveva appreso, insieme alla “economia domestica”, alla “educazione civica”, al ricamo, a far di conto ed a scrivere e parlare in perfetto italiano, aveva appreso, dicevo, che per crescere, “elevarsi” culturalmente e spiritualmente, era necessario frequentare con impegno e partecipazione quegli ambienti nei quali le persone avevano amore per i valori per la conoscenza e la cultura.
Ambienti nei quali ciascuno aveva deciso quale posizione andare ad occupare nella vita e ci si impegnava nel proprio e nell’altrui interesse.
Ambienti nei quali il profondo rispetto per l’altro non era mai suddito del rispetto per se stessi.
Difatti, nella mia vita da bimbo, prima e da adolescente poi, mia madre mi ha permesso di avere il grande onore di incontrare persone stupende per stile, valori e cultura che mi hanno lasciato un segno profondo.
Nella mia vita da adulto mi è stato possibile “riconoscere” le persone di valore e mi è stato concesso di avvicinarle senza alcun timore, godendo del loro sapere e del loro essere mentre, invece, ho provato disagio incontrando persone diverse, persone che di valori e di conoscenza hanno fatto solo strumenti per “vendere” una immagine falsa di se stessi.
Anche questo devo a mia madre, al suo modo di essere, all’impegno che lei ha messo nella sua vita ed in quella per la sua famiglia.
Oggi mio figlio mi chiede come si fa per “migliorarsi” che è già una domanda “strana” per un 22enne del 2008 ! Epoca di dissolutezze, di trasgressioni insulse, di eccessi immotivati, di tutto facile e niente importante, di droghe, di alcool.
E poi lui mi chiede come si fa, in un mondo nel quale bisogna difendersi da tutti quelli che ti sono intorno che cercano di fregarti ?
Allora ripeto a mio figlio le parole di mia madre: “fattell cu chi è megli’e te e fanc’e spese”
Che vuol dire innanzi tutto che esistono persone delle quali ci si può fidare, ma che sono diventate meno e che non sono certo “ciondoloni” per le strade e nei bar o nelle piazze affollate nelle notti delle città.
Bisogna cambiare, andare a cercare quegli ambienti, quei gruppi, quei contesti sociali nei quali le persone professano e nutrono valori, conoscenza, cultura, rispetto ed interesse per se stessi e tutto ciò che li può elevare moralmente ed intellettualmente.
Quegli ambienti nei quali la “verità” è sempre frutto di informazione, di studio e di ragionamento.
Quegli ambienti nei quali sei accolto per ciò che sei e per quanto vuoi crescere per diventare.
Quegli ambienti nei quali parlare di “ricchezza” non vuol mai dire parlare di danaro.
Naturalmente in questi ambienti ci si può stare a proprio agio solo se si “guarda avanti” e ci si evolve studiando ed impegnandosi personalmente e socialmente.
Questo mi diceva mia madre, questo dico a mio figlio molto, molto più convinto, forse, di quanto non fosse mia madre……………….
martedì 21 ottobre 2008
Osa !
Non ha colonne d’Ercole il pensiero.
La tua anima piccola, diabolica pigrizia, se le crea.
Né Ulisse né Colombo sospettavano
le mille e mille isole in attesa.
Te aspettano interi continenti.
Dormono dentro il tuo cervello: osa !
Il mondo è da creare.
(poesia inedita di Maria Luisa Spaziani. Roma gennaio 2004. Prologo del volume “Abbi il coraggio di conoscere” di Rita Levi Montalcini ed. BUR )
La tua anima piccola, diabolica pigrizia, se le crea.
Né Ulisse né Colombo sospettavano
le mille e mille isole in attesa.
Te aspettano interi continenti.
Dormono dentro il tuo cervello: osa !
Il mondo è da creare.
(poesia inedita di Maria Luisa Spaziani. Roma gennaio 2004. Prologo del volume “Abbi il coraggio di conoscere” di Rita Levi Montalcini ed. BUR )
domenica 5 ottobre 2008
non è possibile !
Ho una amica che, dopo aver frequentato con me il corso per l'abilitazione alla "somministrazione", ha aperto un bel localino nel paese accanto a quello nel quale abito io.
L'insegna dice "Caffè Ristretto" forse perchè pur nella sua deliziosa eleganza, è un locale piccolo.
Giorni fa sono andato a gustarmi un caffè nel bar della mia bionda e spumeggiante amica. Tra una parola e l'altra, ho scoperto che su di uno scaffale, c'erano, ben in mostra due caffettiere "napoletane" in classico alluminio e, guardandomi bene in torno, ne ho scoperta anche una terza, questa microscopica ma puntualmente il alluminio anch'essa.
Mi sono incuriosito ed ho chiesto alla mia amica se sapeva fare il caffè alla "napoletana" ................ORRORE ! ORRORE ! un gestore di bar che non sa neanche come si prepara una caffettiera "napoletana" ! ORRORE !
Allora mi son fatto dare la caffettierina e glie l' ho spiegato !
Il caffè è un'arte, è poesia, non è solo la bevanda che si mette in tazza, è il piacere di vivere quel lasso di tempo che ci si concede per assaporare le cose, le cose che contano, la compagnia di un amico col quale si ciarla mentre si aspetta che l'infuso sia fuoriuscito e che il profumo stia aleggiando nonostante il "coppetiello" di carta da giornale che hai messo sul beccuccio della caffettiera.
E' per questo che noi tutti abbiamo perso il lume della ragione ed il senso della vita, perchè non solo non sappiamo più fare le cose belle come il caffè alla "napoletana" ma perchè non lo sappiamo più neanche "gustare"................
L'insegna dice "Caffè Ristretto" forse perchè pur nella sua deliziosa eleganza, è un locale piccolo.
Giorni fa sono andato a gustarmi un caffè nel bar della mia bionda e spumeggiante amica. Tra una parola e l'altra, ho scoperto che su di uno scaffale, c'erano, ben in mostra due caffettiere "napoletane" in classico alluminio e, guardandomi bene in torno, ne ho scoperta anche una terza, questa microscopica ma puntualmente il alluminio anch'essa.
Mi sono incuriosito ed ho chiesto alla mia amica se sapeva fare il caffè alla "napoletana" ................ORRORE ! ORRORE ! un gestore di bar che non sa neanche come si prepara una caffettiera "napoletana" ! ORRORE !
Allora mi son fatto dare la caffettierina e glie l' ho spiegato !
Il caffè è un'arte, è poesia, non è solo la bevanda che si mette in tazza, è il piacere di vivere quel lasso di tempo che ci si concede per assaporare le cose, le cose che contano, la compagnia di un amico col quale si ciarla mentre si aspetta che l'infuso sia fuoriuscito e che il profumo stia aleggiando nonostante il "coppetiello" di carta da giornale che hai messo sul beccuccio della caffettiera.
E' per questo che noi tutti abbiamo perso il lume della ragione ed il senso della vita, perchè non solo non sappiamo più fare le cose belle come il caffè alla "napoletana" ma perchè non lo sappiamo più neanche "gustare"................
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