Sono stato “uno scugnizzo” partenopeo perché, nonostante mia madre facesse di tutto per mantenermi “sulla retta via” a me piaceva confrontarmi nella strada, con quelli che facevano i prepotenti, i trasgressori.
Allora mia madre era solita dirmi “fattell cu chi è megli’e te e fance’e spese” (frequenta chi è migliore di te e sii disposto a “pagare” per starci insieme) perché solo così si “migliora”.
Mia madre (figlia di una insegnante di scuola elementare) aveva trascorso la sua adolescenza in collegio (come soleva un tempo per i figli di famiglie indigenti) ed in collegio aveva appreso, insieme alla “economia domestica”, alla “educazione civica”, al ricamo, a far di conto ed a scrivere e parlare in perfetto italiano, aveva appreso, dicevo, che per crescere, “elevarsi” culturalmente e spiritualmente, era necessario frequentare con impegno e partecipazione quegli ambienti nei quali le persone avevano amore per i valori per la conoscenza e la cultura.
Ambienti nei quali ciascuno aveva deciso quale posizione andare ad occupare nella vita e ci si impegnava nel proprio e nell’altrui interesse.
Ambienti nei quali il profondo rispetto per l’altro non era mai suddito del rispetto per se stessi.
Difatti, nella mia vita da bimbo, prima e da adolescente poi, mia madre mi ha permesso di avere il grande onore di incontrare persone stupende per stile, valori e cultura che mi hanno lasciato un segno profondo.
Nella mia vita da adulto mi è stato possibile “riconoscere” le persone di valore e mi è stato concesso di avvicinarle senza alcun timore, godendo del loro sapere e del loro essere mentre, invece, ho provato disagio incontrando persone diverse, persone che di valori e di conoscenza hanno fatto solo strumenti per “vendere” una immagine falsa di se stessi.
Anche questo devo a mia madre, al suo modo di essere, all’impegno che lei ha messo nella sua vita ed in quella per la sua famiglia.
Oggi mio figlio mi chiede come si fa per “migliorarsi” che è già una domanda “strana” per un 22enne del 2008 ! Epoca di dissolutezze, di trasgressioni insulse, di eccessi immotivati, di tutto facile e niente importante, di droghe, di alcool.
E poi lui mi chiede come si fa, in un mondo nel quale bisogna difendersi da tutti quelli che ti sono intorno che cercano di fregarti ?
Allora ripeto a mio figlio le parole di mia madre: “fattell cu chi è megli’e te e fanc’e spese”
Che vuol dire innanzi tutto che esistono persone delle quali ci si può fidare, ma che sono diventate meno e che non sono certo “ciondoloni” per le strade e nei bar o nelle piazze affollate nelle notti delle città.
Bisogna cambiare, andare a cercare quegli ambienti, quei gruppi, quei contesti sociali nei quali le persone professano e nutrono valori, conoscenza, cultura, rispetto ed interesse per se stessi e tutto ciò che li può elevare moralmente ed intellettualmente.
Quegli ambienti nei quali la “verità” è sempre frutto di informazione, di studio e di ragionamento.
Quegli ambienti nei quali sei accolto per ciò che sei e per quanto vuoi crescere per diventare.
Quegli ambienti nei quali parlare di “ricchezza” non vuol mai dire parlare di danaro.
Naturalmente in questi ambienti ci si può stare a proprio agio solo se si “guarda avanti” e ci si evolve studiando ed impegnandosi personalmente e socialmente.
Questo mi diceva mia madre, questo dico a mio figlio molto, molto più convinto, forse, di quanto non fosse mia madre……………….
venerdì 24 ottobre 2008
martedì 21 ottobre 2008
Osa !
Non ha colonne d’Ercole il pensiero.
La tua anima piccola, diabolica pigrizia, se le crea.
Né Ulisse né Colombo sospettavano
le mille e mille isole in attesa.
Te aspettano interi continenti.
Dormono dentro il tuo cervello: osa !
Il mondo è da creare.
(poesia inedita di Maria Luisa Spaziani. Roma gennaio 2004. Prologo del volume “Abbi il coraggio di conoscere” di Rita Levi Montalcini ed. BUR )
La tua anima piccola, diabolica pigrizia, se le crea.
Né Ulisse né Colombo sospettavano
le mille e mille isole in attesa.
Te aspettano interi continenti.
Dormono dentro il tuo cervello: osa !
Il mondo è da creare.
(poesia inedita di Maria Luisa Spaziani. Roma gennaio 2004. Prologo del volume “Abbi il coraggio di conoscere” di Rita Levi Montalcini ed. BUR )
domenica 5 ottobre 2008
non è possibile !
Ho una amica che, dopo aver frequentato con me il corso per l'abilitazione alla "somministrazione", ha aperto un bel localino nel paese accanto a quello nel quale abito io.
L'insegna dice "Caffè Ristretto" forse perchè pur nella sua deliziosa eleganza, è un locale piccolo.
Giorni fa sono andato a gustarmi un caffè nel bar della mia bionda e spumeggiante amica. Tra una parola e l'altra, ho scoperto che su di uno scaffale, c'erano, ben in mostra due caffettiere "napoletane" in classico alluminio e, guardandomi bene in torno, ne ho scoperta anche una terza, questa microscopica ma puntualmente il alluminio anch'essa.
Mi sono incuriosito ed ho chiesto alla mia amica se sapeva fare il caffè alla "napoletana" ................ORRORE ! ORRORE ! un gestore di bar che non sa neanche come si prepara una caffettiera "napoletana" ! ORRORE !
Allora mi son fatto dare la caffettierina e glie l' ho spiegato !
Il caffè è un'arte, è poesia, non è solo la bevanda che si mette in tazza, è il piacere di vivere quel lasso di tempo che ci si concede per assaporare le cose, le cose che contano, la compagnia di un amico col quale si ciarla mentre si aspetta che l'infuso sia fuoriuscito e che il profumo stia aleggiando nonostante il "coppetiello" di carta da giornale che hai messo sul beccuccio della caffettiera.
E' per questo che noi tutti abbiamo perso il lume della ragione ed il senso della vita, perchè non solo non sappiamo più fare le cose belle come il caffè alla "napoletana" ma perchè non lo sappiamo più neanche "gustare"................
L'insegna dice "Caffè Ristretto" forse perchè pur nella sua deliziosa eleganza, è un locale piccolo.
Giorni fa sono andato a gustarmi un caffè nel bar della mia bionda e spumeggiante amica. Tra una parola e l'altra, ho scoperto che su di uno scaffale, c'erano, ben in mostra due caffettiere "napoletane" in classico alluminio e, guardandomi bene in torno, ne ho scoperta anche una terza, questa microscopica ma puntualmente il alluminio anch'essa.
Mi sono incuriosito ed ho chiesto alla mia amica se sapeva fare il caffè alla "napoletana" ................ORRORE ! ORRORE ! un gestore di bar che non sa neanche come si prepara una caffettiera "napoletana" ! ORRORE !
Allora mi son fatto dare la caffettierina e glie l' ho spiegato !
Il caffè è un'arte, è poesia, non è solo la bevanda che si mette in tazza, è il piacere di vivere quel lasso di tempo che ci si concede per assaporare le cose, le cose che contano, la compagnia di un amico col quale si ciarla mentre si aspetta che l'infuso sia fuoriuscito e che il profumo stia aleggiando nonostante il "coppetiello" di carta da giornale che hai messo sul beccuccio della caffettiera.
E' per questo che noi tutti abbiamo perso il lume della ragione ed il senso della vita, perchè non solo non sappiamo più fare le cose belle come il caffè alla "napoletana" ma perchè non lo sappiamo più neanche "gustare"................
2 ali e non 2 ruote !
Questa passione me l'ha contagiata mio padre. Per lui fu il primo mezzo di locomozione "di famiglia" perchè su quella bellissima Lambretta 150 LD ci andavamo a spasso in 5, si, ho scritto giusto, in 5. Babbo alla guida, mamma, con in braccio Nanà, sul sellino posteriore, tra i due sellini, tra mamma e babbo, su di un comodo cuscino, Lucia e, tra le gambe di babbo, seduto su di uno sgabellino di legno costruito apposta, c'ero io. Ragazzi ! Ho ancora nel cuore e nella mante, molte delle sensazioni che provavo allora.
Poi ho dato il mio cuore alla Vespa !
Non tradii certo ! Ma mi piaceva e, quando ero appena adolescente mamma si fece convincere (cuore di mamma !) a comprarmi una bellissima Vespa 50 di un arancione smagliante. Scomodo il sellino ma ci ho portato, comunque, amici e .......amiche.
Un triste mattino, scendo per andare a scuola .........la mia 50 non era più nel portone ! Me la avevano rubata ! Naturalmente tagliando la catena che la assicurava.
Non ho resistito molto ed ho convinto mamma a comprarmi una Vespa. Questa volta fu la Vespa Rally 180 grigio prugna metallizzato con la quale ho fatto così tante di quelle gite e scorazzate con tante di quelle ragazze come si fa a quell'età, 19 anni ! Anna, Marisa, Valeria, Patrizia, Sasa.
Anche la 180 mi fu rubata mentre ero dal ricambista per comprare il bullone fermaruota di scorta che avevo perduto. Porca miseria ! Ce l'hanno proprio avuta con me !
Ma è proprio vero che "il primo amore non si scorda mai" ed allora, sono cresciuto, sono andato via dalla mia città, sono "diventato grande"...........ma quando nella primavera del 2003 l'ho vista in vetrina, non ho resisitito e, a 53 anni mi, sono ricomprato la Vespa ! La Vespa Grantirismo 200L con la quale, ogni tanto, me ne vado ancora scorazzando, respirando i profuno della primavera e bagnandomi alle piogge autunnali.
E' vero, è così, solo che non ha posseduto una Vespa, può credere di poterne fare a meno !
E così ho scorazzato ancora un pò con la mia vespa ma mi rendevo sempre piùconto che i "nuovi" maxiscooter, quelli che corcdolano sulle nostre strade da una decona d'anni a questa parte, sono tutti più grossi e più pesanti di quelli che, moltissimi anni fa, erano lo strumento di "libertà" per definizione.
Naturalmente, da buon vespista, sono iscritto alle newsletter del sito Vespa e......un giorno mi giunge una mail...
La Piaggio aveva deciso di produrre "nuovamente" la Vespa PX che per decenni aveva trionfato sui mercati e, per conoscere il parere dei suoi "affezionati", faceva una offerta lancio di poche centinaia di esemplari.
La Vespa PX è stato l'ultimo modello Vespa prodotto con il cambio a 4 marce a manubrio e con la leva per la messa in moto a pedale. Questo mi fece sobbalzare !
Un Vespista di vecchia data non ama andare su di uno scooter "monomarcia", non c'è gusto ! Non ci metti niente di tuo nella guida ! Non si propvano grosse sensazioni se non la velocità !
Spulciai con molta ettenzione i contenuti dell'offerta e.......e l'ho ordinata !
E la vedete, è l'ultima foto che pubblico.
Poi ho dato il mio cuore alla Vespa !
Non tradii certo ! Ma mi piaceva e, quando ero appena adolescente mamma si fece convincere (cuore di mamma !) a comprarmi una bellissima Vespa 50 di un arancione smagliante. Scomodo il sellino ma ci ho portato, comunque, amici e .......amiche.
Un triste mattino, scendo per andare a scuola .........la mia 50 non era più nel portone ! Me la avevano rubata ! Naturalmente tagliando la catena che la assicurava.
Non ho resistito molto ed ho convinto mamma a comprarmi una Vespa. Questa volta fu la Vespa Rally 180 grigio prugna metallizzato con la quale ho fatto così tante di quelle gite e scorazzate con tante di quelle ragazze come si fa a quell'età, 19 anni ! Anna, Marisa, Valeria, Patrizia, Sasa.
Anche la 180 mi fu rubata mentre ero dal ricambista per comprare il bullone fermaruota di scorta che avevo perduto. Porca miseria ! Ce l'hanno proprio avuta con me !
Ma è proprio vero che "il primo amore non si scorda mai" ed allora, sono cresciuto, sono andato via dalla mia città, sono "diventato grande"...........ma quando nella primavera del 2003 l'ho vista in vetrina, non ho resisitito e, a 53 anni mi, sono ricomprato la Vespa ! La Vespa Grantirismo 200L con la quale, ogni tanto, me ne vado ancora scorazzando, respirando i profuno della primavera e bagnandomi alle piogge autunnali.
E' vero, è così, solo che non ha posseduto una Vespa, può credere di poterne fare a meno !
E così ho scorazzato ancora un pò con la mia vespa ma mi rendevo sempre piùconto che i "nuovi" maxiscooter, quelli che corcdolano sulle nostre strade da una decona d'anni a questa parte, sono tutti più grossi e più pesanti di quelli che, moltissimi anni fa, erano lo strumento di "libertà" per definizione.
Naturalmente, da buon vespista, sono iscritto alle newsletter del sito Vespa e......un giorno mi giunge una mail...
La Piaggio aveva deciso di produrre "nuovamente" la Vespa PX che per decenni aveva trionfato sui mercati e, per conoscere il parere dei suoi "affezionati", faceva una offerta lancio di poche centinaia di esemplari.
La Vespa PX è stato l'ultimo modello Vespa prodotto con il cambio a 4 marce a manubrio e con la leva per la messa in moto a pedale. Questo mi fece sobbalzare !
Un Vespista di vecchia data non ama andare su di uno scooter "monomarcia", non c'è gusto ! Non ci metti niente di tuo nella guida ! Non si propvano grosse sensazioni se non la velocità !
Spulciai con molta ettenzione i contenuti dell'offerta e.......e l'ho ordinata !
E la vedete, è l'ultima foto che pubblico.
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