Come la maggioranza dei Partenopei, sono un "adoratore" della Pizza (con la "P" maiuscola).
Nel 1974 ( avevo solo 24 anni ! ) lasciai Napoli per stabilirmi in Piemonte e, poichè tutti i miei nuovi conoscenti sapevano della mia "napoletanità", iniziò subito una gara a chi mi portava a mangiare la "migliore" pizza napoletana di Torino.....
Non vi racconto quante ne ho mangiate di quelle "pizze"........e non ve ne commento neanche il gusto, la consistenza, la preparazione, gli ingredienti, la cottura e così, dopo qualche anno, ci ho fatto anch'io l'abitudine, non dimenticando MAI il profumo, il gusto e la poesia della pizza mangiata a Napoli....
Naturalmente riconosco il sacrosanto diritto di chiunque di mangiare ciò che vuole e che gli piace di più ma...ma...l'importante è chiamare le cose con il loro nome e quelle.......di "Pizza" non avevano neanche una lontana discendenza.
Una volta, una giovane ragazza neoassunta nella azienda nella quale lavoravo anche io, figlia di genitori Partenopei (se ricordo bene !), volle farmi saggiare una "ottima" pizza e mi accompagnò in un locale dove una corpulenta "pizzaiola" ci servì ....
Prima di andar via chiesi alla "pizzaiola" del perchè non avevo trovato traccia nè di basilico nè di olio d'oliva sulla.......pizza......che avevo mangiato e la sua risposta fu che "ai piemontesi non piace la pizza col basilico e l'olio extra vergine a crudo"....
Capii che non c'era storia ! E che la Pizza a Torino non sarebbe mai potuta arrivare !
Mi sbagliavo !
Oggi, 15 agosto 2012, a Torino (e provincia) c'è un pullulare di pizzerie gestite da "partenopei" che cominciano a produrre La Pizza secondo quel "sacrosanto" disciplinare che è stato formalizzato (viva Dio !) proprio per proteggere un così meraviglioso prodotto della cultura alimentare italiana.
Ed io continuo ad andare a mangiare la pizza e, tutte le volte che mi indicano una nuova pizzeria "...dove fanno la Vera pizza napoletana..." vado, ordino rigorosamente o una "Margherita" o una "Napoli" (le uniche pizze che, a mio avviso, ti danno l'esatta qualità del prodotto) e ci provo.....
.......però......però.....non ci siamo ancora !
Decisamente migliorano gli impasti, le farciture sono diventate di ottima qualità, la cottura oggi è fatta rigorosamente nel forno a legna, gli ingredienti sembrano esserci tutti, ma.......ma non cè ancora............ "il profumo" !
Hei ragazzi, non prendiamoci in giro ! Il "profumo" è una componente fondamentale del gustare una buona pizza !
Ma non sarà mica che La Pizza non vuole essere più espatriata ? Sarà !
Il fatto è che, tutte le volte che vado a mangiare la pizza, mi impongo di non avere "aspettative" particolari e, invece, puntualmente, mi viene di riflettere su che cosa non va della pizza che ho appena mangiato !
Il prossimo passo, quando sentirò "anche" il profumo della pizza che mi serviranno, sarà quello di prenderla con le dita e piegarla prima in due poi in quattro ed addentarla con voluttà......e se il test della pizza a "libretto" sarà superato, allora vorrà dire che anche in Piemonte la Pizza avrà trovato la sua cittadinanza........
P.S.
Quando, anni fa, mi resi conto che, pur essendo Napoletano, non sapevo fare la pizza, andai subito a frequentare un corso per pizzaioli...........e mi divertii un mondo !
mercoledì 15 agosto 2012
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