venerdì 24 ottobre 2008

"fattell cu chi è megli 'e te e fanc' e spese"

Sono stato “uno scugnizzo” partenopeo perché, nonostante mia madre facesse di tutto per mantenermi “sulla retta via” a me piaceva confrontarmi nella strada, con quelli che facevano i prepotenti, i trasgressori.

Allora mia madre era solita dirmi “fattell cu chi è megli’e te e fance’e spese” (frequenta chi è migliore di te e sii disposto a “pagare” per starci insieme) perché solo così si “migliora”.

Mia madre (figlia di una insegnante di scuola elementare) aveva trascorso la sua adolescenza in collegio (come soleva un tempo per i figli di famiglie indigenti) ed in collegio aveva appreso, insieme alla “economia domestica”, alla “educazione civica”, al ricamo, a far di conto ed a scrivere e parlare in perfetto italiano, aveva appreso, dicevo, che per crescere, “elevarsi” culturalmente e spiritualmente, era necessario frequentare con impegno e partecipazione quegli ambienti nei quali le persone avevano amore per i valori per la conoscenza e la cultura.

Ambienti nei quali ciascuno aveva deciso quale posizione andare ad occupare nella vita e ci si impegnava nel proprio e nell’altrui interesse.

Ambienti nei quali il profondo rispetto per l’altro non era mai suddito del rispetto per se stessi.

Difatti, nella mia vita da bimbo, prima e da adolescente poi, mia madre mi ha permesso di avere il grande onore di incontrare persone stupende per stile, valori e cultura che mi hanno lasciato un segno profondo.
Nella mia vita da adulto mi è stato possibile “riconoscere” le persone di valore e mi è stato concesso di avvicinarle senza alcun timore, godendo del loro sapere e del loro essere mentre, invece, ho provato disagio incontrando persone diverse, persone che di valori e di conoscenza hanno fatto solo strumenti per “vendere” una immagine falsa di se stessi.

Anche questo devo a mia madre, al suo modo di essere, all’impegno che lei ha messo nella sua vita ed in quella per la sua famiglia.

Oggi mio figlio mi chiede come si fa per “migliorarsi” che è già una domanda “strana” per un 22enne del 2008 ! Epoca di dissolutezze, di trasgressioni insulse, di eccessi immotivati, di tutto facile e niente importante, di droghe, di alcool.
E poi lui mi chiede come si fa, in un mondo nel quale bisogna difendersi da tutti quelli che ti sono intorno che cercano di fregarti ?

Allora ripeto a mio figlio le parole di mia madre: “fattell cu chi è megli’e te e fanc’e spese”
Che vuol dire innanzi tutto che esistono persone delle quali ci si può fidare, ma che sono diventate meno e che non sono certo “ciondoloni” per le strade e nei bar o nelle piazze affollate nelle notti delle città.
Bisogna cambiare, andare a cercare quegli ambienti, quei gruppi, quei contesti sociali nei quali le persone professano e nutrono valori, conoscenza, cultura, rispetto ed interesse per se stessi e tutto ciò che li può elevare moralmente ed intellettualmente.
Quegli ambienti nei quali la “verità” è sempre frutto di informazione, di studio e di ragionamento.
Quegli ambienti nei quali sei accolto per ciò che sei e per quanto vuoi crescere per diventare.
Quegli ambienti nei quali parlare di “ricchezza” non vuol mai dire parlare di danaro.

Naturalmente in questi ambienti ci si può stare a proprio agio solo se si “guarda avanti” e ci si evolve studiando ed impegnandosi personalmente e socialmente.

Questo mi diceva mia madre, questo dico a mio figlio molto, molto più convinto, forse, di quanto non fosse mia madre……………….

5 commenti:

Unknown ha detto...

complimenti, sono finita sul tuo blog per puro caso ed ho trovato il tuo post davvero pieno di senso. io ho l'età di tuo figlio, e mi stavo appunto chiedendo realmente mia nonna cosa volesse dire quando diceva "fattell cu chi è megli e te e fanc e spes"... spiegazione eccellente.

Marco ha detto...

Complimenti per il post, molto bello. Cercando il "detto popolare" sono capitato quì per caso, contento che sia accaduto. Bravo

Fabio ha detto...

l'approccio di imitare gli altri in senso positivo è buono
io l'ho sempre fatto ad un certo punto della mia vita ma poi mi sono fermato e dagli altri ho preso solo il negativo

ora sto cercando di recuperare

Luigi ha detto...

Davvero bellissimo post, sono finito qui come credo la maggior parte di quelli che hanno letto il post: cercando il "detto" su google xD

Francesco ha detto...

Bello... Anch'io cercando il "detto popolare" sono capitato quì per caso, e l'ho condiviso con un mio amico su Facebook.