"Proattiva" la vita che ritengo giusto debba condurre una persona della quarta età (quella che va dai 50 in poi fino a quando, cioè, si ha l'autonomia fisica e mentale) mentre mia moglie ritiene sia più corretto condurrre una vita "fruitiva".
Per lei, raggiunta l'età della pensione, concluso cioè il ciclo lavorativo necesario alla sopravvivenza economica, una persona è bello possa dedicare il proprio tempo ad assistere a spettacoli teatrali, a visitare gallerie d'arte, a leggere tutti quei testi che non ha potuto prima causa impegni "di vita" impellenti, a fare viaggi brevi o lunghi per visitare luoghi sconosciuti, lasciando che la vita scorra serena e, sopratutto, senza "impegni" stabiliti da altri o da noi stessi perchè nulla è più così "necessario" da richiedere un "impegno".
Per me, che ho superato i 50, la vita non dovrebbe essere mai priva di "impegni".
Forse proprio perchè vivo un forzoso stallo delle mie attività "produttive" e, certo perchè sono sempre stato (e credo sarò fino all'estremo respiro) "un'anima in pena", sento che la vita non si può fermare !
Per carità, anche a me piace assistere ad un intelligente spettacolo teatrale, anche a me piace fare un bel viaggio ma queste cose restano in quella parte della mia vita nella quale ci sono parcheggiati "gli svaghi".
Metter sù una compagnia teatrale amatoriale; inventarsi e far nascere un laboratorio artigianale per far le "torte della nonna" da vendere via internet ; andare in giro a far fotografie per documentare situazioni socialmente importanti nell'ottica di progetti sociali; restaurare auto o moto d'epoca per prendere poi parte a raduni; ed avanti così !
Questo è, secondo me, vivere una quarta età in maniera "proattiva" ed io continuo a lottare perchè questa "fortuna" capiti anche a me !
mercoledì 4 giugno 2008
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